Il moto ondoso

22 maggio 2010

Il moto ondoso è dovuto all’azione dei venti sulla superficie del mare. Tanto più lungo sarà il tratto sul quale soffierà il vento ( Fetch ), tanto più grandi, veloci e potenti saranno le onde. Quindi è chiaro il motivo per cui negli oceani le mareggiate siano, molto spesso, ben più imponenti di quelle che si possono sviluppare nei nostri mari. Sulle coste bagnate dagli oceani, è possibile trovare condizioni ideali per il surf generate in assenza di vento. Ciò è possibile per il fatto che al largo della costa presa in esame è in atto una mareggiata di notevole intensità, e le onde che si creano si propagano in quella direzione. Questa condizione è molto rara nei nostri mari. Le onde non arrivano quasi mai da una direzione perfettamente parallela a quella del vento. Il moto ondoso tende sempre a disporsi secondo l’andamento della costa. Esse, a parte qualche rarissimo caso, arriveranno parallele o quasi parallele alla linea costiera, anche se il vento proverrà con un’angolatura molto accentuata, lateralmente o talvolta da terra.

LE ONDE

Se gettiamo un sasso in una pozza, noteremo che le onde si propagheranno in tutte le direzioni fino ad esaurirsi sul primo ostacolo che incontreranno ( in questo caso sulla riva ). E’ importante ricordare che se faremo galleggiare un qualcosa sull’acqua, vedremo che il suddetto oggetto non si sposterà in orizzontale, ma soltanto in verticale. Ma per quale motivo esse cominciano a frangere?

In un’onda è possibile distinguere vari elementi: la cresta e il cavo, ossia la parte più rilevata e la parte più depressa, rispettivamente, in rapporto alla superficie orizzontale;l’altezza, cioè la distanza secondo la verticale tra la cresta e il cavo; la lunghezza, ossia la distanza orizzontale tra due creste o due cavi successivi. Molto importanti sono pure la velocità di propagazione (lo spazio percorso nell’unità di tempo dalla cresta), il periodo ( intervallo di tempo compreso fra due passaggi consecutivi di una cresta nello stesso punto) ed infine la direzione ( orizzonte da cui l’onda sembra provenire).

Come nasce un'onda

In mare aperto, dove non si risente l’influenza dei fondali, le particelle d’acqua sollecitate dalla forza del vento descrivono orbite circolari le quali si esauriscono a mano a mano che si procede verso il basso; alla fine di ogni loro movimento esse si ritrovano nella medesima posizione di partenza, ossia non c’è trasporto d’acqua. In prossimità delle coste, quando lo spessore della massa d’acqua diventa inferiore alla metà della lunghezza d’onda, le orbite circolari di superficie si deformano progressivamente con la profondità, diventano ellittiche e sempre più schiacciate, fino a che vicino al fondo le particelle si muovono parallelamente ad esso con moto rettilineo alternato. In altre parole la massa d’acqua tende a sollevarsi e a ruotare fino a ricadere su se stessa.
Se è vero che le onde rispondono tutte alle stesse leggi della fisica, come mai assumono tante forme diverse?
La diversità dei fondali è infatti la causa del manifestarsi di diverse tipologie di onde, che sono comunque classificabili in due grandi caratteristiche, quelle ripide oceaniche e i frangenti di spiaggia. A rendere così diverse tra loro queste due onde non è la considerevole differenza di lunghezza d’onda, bensì le barriere coralline chiamate anche Reef; è proprio l’urto improvviso contro questa barriera ad innalzare l’acqua in maniera così ripida, e a rendere le onde oceaniche così potenti.

Evoluzione del moto ondoso

L’onda comincia a frangere quando il fondale diventa pari all’altezza dell’onda stessa: più sarà brusco lo sbalzo di profondità più i frangenti saranno ripidi e potenti.

SCADUTA E VENTO DA TERRA

Quando il vento cessa di soffiare del tutto o cambia direzione improvvisamente provenendo da terra, le onde, in qualche decina di minuti o in qualche ora se la mareggiata è molto grossa, tendono a regolarizzarsi: la corrente si stabilizza e si attenua gradualmente, la superficie diventa liscia e i frangenti si presentano come lunghe barre parallele ed equidistanti che arrivano in serie ( set ) a intervalli regolari.

Il vento da terra, se non troppo forte, tende a ritardare la caduta del lip e a gonfiare l’onda. Di contro, se troppo forte, ritarda la partenza.

Le onde di scaduta hanno una durata che dipende dall’intensità del moto ondoso. In caso di mareggiate grosse, non dura più di una giornata dal momento in cui cessa il vento, con un’altezza delle onde ed una frequenza che decresce col passare del tempo ( a meno che non siano dovute ad una mareggiata attiva al largo).

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