Pat Curren
Patrick King Curren era uno de La Jolla Crew, con Mike Diffenderfer, Wayne Land, Ricky Naish (il padre di Robby, il tipo degenere che si tra¬stulla con il windsurf), i fratelli Eckstrom, Al Nelson, ecc.. Insieme i ragazzi trascorrevano le loro giornate sulla spiaggia, surfando e andan¬do a zonzo, dormendo in macchina sulla spiaggia. Quando avevano qualche soldo lo spendevano per mangiare e bere a più non posso nella sfrenata Tijuana, salvo risvegliarsi il giorno dopo sul ciglio di una strada, senza avere la più pallida idea di dove fossero. Tra loro, Pat spiccava per alcune caratteristiche: essere un tipo taci¬turno. Ricky Grigg ricordando il “periodo hawaiano” di Pat, ricorda che l’amico non diceva più di 8 parole al giorno: “Ahh! Eat! We hungry! Gotta surf big waves now!”. In una mano aveva sempre una latta di birra e nell’altra una sigaretta; aveva una spiccata predisposizione per le onde grosse ed una altrettanto spiccata abilità nello shaping e nella creazione di surfboard. Detestava la folla e i media. Vi ho detto come i nostri eroi spendevano la grana, ma non come se la procuravano:Pat Curren, Al Nelson e Dick Cheney shapavano surf-board per la crescente scena surfistica di San Diego. Pat Curren ricor¬da che la cosa funzionava così: “..quelli che pagavano in anticipo ave¬vano il surfboard per ultimi e viceversa”.
Ben presto anche le onde di Windansea (dove era morto poco tempo prima Bob Simmons), le più temi¬bili del sud California, non furono più sufficienti per il giovane Curren, decise quindi di spostarsi alle “Islands”, cosi venivano chiamate dai surfisti le Hawaii.
Quando Pat Curren si stabilì a North Shore, nel 1950, le Hawaii non erano ancora l’icona che sarebbero diventate una decina di anni dopo. Erano poco urbanizzate, c’erano per lo più delle fattorie, e per tipi come Pat Curren ed i suoi pards de La Jolla Crew, era un vero Eden. Nel frattempo la banda aveva cambiato nome in Meade Hall, dall’abitazione a North Shore che fungeva loro da quartier generale. Si aggiunsero anche dei membri come Greg”Da Bull” Noll, Mickey”Quasimoto” Munoz, Peter Cole, MikeStange, Peter Cole, Bing Copeland (ragazzi , sto parlando di Bing
Copeland, non so se avete presente… Bing Surfboards!) & many more.
Gli affitti erano bassissimi, il vitto era gratis. Pat e Greg erano soliti prendersi i polli che gironzolavano nei prati e caricarli nella loro Ford ’36, inseguiti da torme di cani e locals incazzati come bisce. Non vi erano problemi di etichetta, Pat Curren non è mai stato visto con un paio di scarpe o di hurachi sandals in tutta la sua permanenza alle Hawaii… e c’erano spot infiniti e solitari con onde bellissime e gigan¬tesche.
È qui che Pat divenne una leggenda. Lo divenne surfando onde enor¬mi e shapando surfboard creati apposta per queste montagne liquide: “Per andare a caccia di elefanti, ci vuole un fucile per elefanti”. Una volta formulato questo concetto, lo applicò, shapando surfboard appuntiti, lunghi, con un maggiore rocker e down rails. Questi vennero chiamati appunto “Elephant Guns”.
Da qui l’abbreviazione a “Gun”, tutt’ora usata. Pat era il migliore sha¬per in assoluto; il più innovativo, il più rifinito, il più rapido. Al contempo era anche il miglior waveman, per stessa ammissione di surfer come Noli e Munoz. Lo stesso Nat Young, un’altra leggenda del surfing, nonché massimo storico della disciplina e grande shaper, non ha esitato a riconoscere che senza di lui il surfing non sarebbe stato quello che è oggi. Curren surfò a Waimea, quando questa era tabù, con Noli, ma del King non si hanno molte foto. Al contrario dei suoi pards, Pat non si preoccupava di farsi riprendere e fotografare. Pat sur-fava e stop!
Con il profilarsi dei 6t’s Pat Curren era già una leggenda vivente; spo¬sato e padre di 3 bambini. Mentre le Hawaii stavano diventando quel¬lo che sono oggi: turistiche e affollate.
Avrebbe potuto capitalizzare la sua esistenza, come fece in modo magistrale Da Bull, ma una mattina del 1962, disse alla moglie Janine : “Tesoro, le isole sono troppo affollate, ce ne andiamo!”. Dopo un periodo di permanenza a Santa Barbara (California), si trasferì nell’a¬mata Baja California (Messico), dove tuttora vive. Uh! Suo figlio Tom, vinse il World Amateur Championship nel 1970 e nel 1980 il suo primo World Professional Champioship. Ne perse uno invece per essersi rifiutato di prendere parte a dei contest nel Sud Africa della segregazione razziale, motivo? Era contro l’aparthaid! Attualmente Tom Curren vive ad Anglet (France), motivo: l’m so bored with the U.S.A (The Clash, ndr).



