Bob Simmons

22 maggio 2010

simmonssurfingbw.jpgIl 9 gennaio 1954 Robert Wilson Simmons, moriva, all’età di 35 anni, travolto da una onda di 20′ (6 metri) a Windansea (San Diego,Ca). Il suo cadavere veniva trovato 3 giorni più tardi ai piedi di Bonair Street, a nord di Windansea. Bob Simmons era nato a Los Angeles il 29 marzo 1919 e da bambino era stato colpito da un tumore alla gamba sinistra, dal quale guarì con una dieta stret­tamente vegetariana. Bob Simmons si avvicinò al surfing in segui­to a un incidente, un po’ sfigato il ragazzo, non vi pare? Il medico che lo aveva in cura gli aveva consigliato il nuoto o sport affini per la terapia di riabilitazione. Quando questo avveniva, Bob Simmons aveva 20 anni e il suo primo surfboard era un paddleboard shapato da Tom Blake.

Fondamentalmente non vi erano molte differenze tra un paddle­board ed un surfboard, se non nell’uso. Non vi era una netta distinzione come oggi, che sono due oggetti differenti anche all’occhio di un profano. Queste tavole erano così pesanti che per caricarle sul tetto di una macchina Bob doveva farsi aiutare da un’altra persona, e una volta in acqua non giravano neanche a piangere.

Fu grazie a Bob, che le cose mutarono notevolmente nel giro di pochi anni. Bob Simmons divenne in breve un surfer a tutti gli effetti. Quando non frequentava la Caltech (California Institute of Technology) dove stava per laurearsi in Ingegneria Aeronautica, era a surfare. Non esimmons3.jpgra uno che surfava di tanto in tanto, il surfing per lui non era passatempo. Il surfing era la sua vita. Prese a frequentare abitualmente l’Istituto Oceanografico in La Jolla, si procurò carte idrografiche e mediante queste identificò spot allora sconosciuti. La maggior parte della sua vita la passava a bordo di una ’37 Ford Tudor V8 60HP (una sorta di hot-rod!), dor­mendo su pianale di legno, dentro un sacco a pelo e cibandosi di fagioli di soja e frutta fresca, spostandosi da uno spot all’altro. La grandezza di Simmons non sta tuttavia solo nella sua scientifica scoperta ed ordinata mappatura degli spot, ma nell’evoluzione che seppe imprimere al surfboard shaping. Applicò gli studi di idrodi­namica della U.S. Navy combinandoli con tecniche di ingegneria navale al surfboards shaping, creando delle tavole estremamente moderne e funzionali (Bob Simmons’ Spoon, kidsl): nose più sot­tili e affusolati, concave bottom, down rails, rockers e pinne! Prima di Bob i surfboards erano cose da mobilieri brianzoli! Ma questo non è tutto. Bob Simmons era un tipo solitario e con un brillante senso dell’umorismo ed una spiccata personalità che ha influen­zato diversi surfin’ heros di 40′s, 50′s e 60′s , come Buzzy Trent, Matt Kivlin, Peter Cole, Joe Quigg, Miki “DaCat” Dora, Greg “Da Bull” Noll. Inoltre era un caro amico di Dale “Da Hawk” Velzy, per il suo modo di intendere il surfing: continua ricerca delle onde, individualismo e rispetto per l’ambiente. Pray for surf, dudes!

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