Rell Sunn

22 maggio 2010

Rell Sunn non è stata solo una grande campionessa di surf e una waterwoman provetta: è stata anche la più brava, simpatica e solare ambasciatrice del nostro sport. La Regina di Makaha è stata, forse, l’ultima e più bella incarnazione delle leggendarie regine polinesiane. Perchè uso il passato? Rell Sunn è morta? Sì. O forse no.
Il cuore del surf, lo sanno tutti, sono le Hawaii. Ma forse il cuore surfistico delle Hawaii non è la rell_sunn.jpgroboante North Shore di Oahu, ormai
ridotta a set fotografico per sei mesi all’anno. Il cuore surfistico di Oahu è a Makaha, nel westside. Le ultime tracce di tradizione surfistica hawaiiana sono qui: c’è ad esempio Buffalo Keaulana, che discende da una famiglia reale e non ha mai saputo esattamente il proprio anno di nascita. A Makaha, e nel westside in genere (come a Mililani), ci sono anche gli hawaiiani più poveri e incazzati dell’isola. Per i figli di questa gente, le scelte sono poche: o fai surf, o fai il criminale. Per fortuna a Makaha c’era, fino al 2 gennaio 1998, Rell Sunn. Ora, potrei scrivere per ore dei successi sportivi di Rell, che ha vinto molto nel corso degli anni ’70. Ma non è questo il punto (Rell teneva le centinaia di trofei vinti in un capanno in fondo al giardino, fuori dalla vista di chiunque): il punto è l’influenza che questa donna, da sola, ha potuto esercitare sul mondo del surf. A Makaha, centinaia di ragazzini l’hanno chiamata “auntie Rell” (la zia Rell). Lei insegnava a tutti i segreti dei breaks più duri, prestava le tavole, accompagnava vagonate di “menehune” (sarebbero i ragazzini, ma il termine vuol dire “folletti”) a surfare sulla North Shore. Da sola, Rell ha organizzato un circuito giovanile di gare di surf che ha salvato più ragazzi dalla droga di molti programmi governativi. Da Johnny Boy Gomes a Sunny Garcia a Fred Patacchia, tutti i più forti campioni di Oahu sono passati da questa tappa formativa. Per Johnny Boy il destino di malavitoso era già bello e pronto: ora è campione di surf e un uomo felice.
Da Makaha, Rell ha guidato la componente femminile ed hawaiiana di tre tra i fenomeni più importanti del surfing degli ultimi anni: il ritorno del longboard, la conquista dell’Europa e la rinascita del surf rell-sunn1.giffemminile.
Guardare Rell Sunn surfare un longboard era un’esperienza di rara bellezza: quel senso del trim, quella naturalezza, quella grazia leonina. Chi surfa così fa venire voglia di andare in mare anche ai commercialisti della bassa padana, ed esattamente questo è successo in tante edizioni del Biarritz Surf Festival e in tanti altri viaggi in giro per il mondo. L’incontro tra la cultura surfistica polinesiana e la gente della vecchia Europa è uno dei miracoli del surf, e Rell (per la sua immagine, ma anche per i suoi sforzi a livello organizzativo) è una delle persone che bisogna ringraziare.
E poi, se per ogni donna che fa surf o che ama il mare Rell è un mito, anche i più coriacei watermen di Oahu hanno sempre mostrato rispetto e ammirazione per le capacità surfistiche e acquatiche della regina di Makaha.
La sua amica Jeanine Chesser (la mamma del compianto Todd), racconta che Rell era un’incredibile pescatrice subacquea, naturalmente in apnea. Un giorno, le due amiche vanno a pescare in una baia semideserta e, come sempre, Rell chiede a Jeanine di restare sugli scogli. Jeanine questa volta dà voce alla sua curiosità e chiede perché. Rell risponde con semplicità: “Così tieni d’occhio gli squali, no?”. Era fatta così.
Rell è morta il secondo giorno del 1998, dopo più di dieci anni di lotta contro un invincibile tumore al seno. Non ha mai smesso di essere simpatica, di sparare battute, di amare suo marito, il surfista californiano Dave Parmenter. Non ha mai smesso di surfare, finché ha potuto. A poche ore dalla fine, ha chiesto di sentire un’ultima volta sulle labbra il sapore del mare.
Dire che le splendide azioni e lo spirito di Rell Sunn non siano scomparsi nel gennaio 1998, ma siano ancora vivi, e che basti andare sul point di Makaha per sentirli, può sembrare banale ed esagerato. Ma credo proprio che sia vero.

I commenti sono chiusi.