Greg Noll “Da Bull”
Gli amici lo chiamavano “Il Pifferaio Magico”, per le sue eccezionali doti di trascinatore. “Seguitelo e vi porterà all’inferno”, disse di lui Buzzy Trent, uno a cui le onde grosse non facevano certo paura. E’ lui il surfista che ha surfato per la prima volta a Waimea Bay, che ha sfidato per
primo “e da solo!” Outside Pipeline, che a Makaha ha surfato quella che è a tutt’oggi -secondo molti testimoni oculari credibili -la più grande onda mai surfata. Tutto ciò avveniva verso la fine degli anni ’50…
Greg Noll è una delle figure più importanti nella storia del surf, una di quelle figure che non si può far a meno di amare. In pochi casi il fisico esprime così bene le qualità caratteriali: il suo sorriso è grande come il suo cuore, il suo torace enorme come il suo coraggio, le sue mani forti come la sua volontà. La sua vita e tutta un romanzo e tutto appare strano, quasi irreale. Solo lui e riuscito a farsi amare contemporaneamente da due donne, entrambe felici di condividere lo stesso uomo. Solo lui poteva raccogliere il dito amputato dell’amico shaper Ricky James, metterlo sotto resina e poi in bella vista nella vetrina del surf shop, tra pinne e paraffina. Solo lui poteva dire di punto in bianco: “Da oggi ho chiuso col surf’, e chiudere davvero. Non è possibile in questo poco spazio dare una visione fosse solo parziale del personaggio Greg Noll, per cui ricorderemo solo le imprese sportive più importanti, consigliando a chi voglia conoscere meglio la sua vita di leggere quello che ritengo uno dei più bei libri sul surf da onda: “Da Bull – Life Over The Edge” scritto da lui stesso e dall’amico Andrea Gabbard (Edizioni North Atlantic Books 2800 Woolsey Street – Berkley, California 94705).
Waimea Bay, la prima volta
Già da circa 3-4 anni la North Shore dell’isola di Oahu veniva regolarmente frequentata da un gruppo di surfisti americani, che passavano l’inverno in cerca di grandi onde. Tra di loro si era creata una certa amichevole competizione nel surfare l’onda più grande, ma fino all’inverno del 1957, quella che era ritenuta in assoluto la più potente e pericolosa onda delle Hawaii non era ancora stata cavalcata da nessuno. L’unico serio tentativo era finito col morto: pochi anni prima Dickie Cross aveva sfidato “The Bay” con esito tragico. Il suo corpo non è mai stato ritrovato. Peter Cole, Pat Curren, Mike Stange, Buzzy Trent, George Downing erano ritenuti i più esperti big wave rider del tempo, ma tutti erano dello stesso parere: Waimea Bay non era un’onda surfahìle. Poi, un mattino di novembre del 1957. Greg arriva in spiaggia, vede il solito gruppetto di intimoriti osservatori che non si decidono, prende la tavola dal letto della macchina e dice semplicemente: “lo vado, chi mi segue?”. Ecco come luì stesso descrive quella pagina di storia: “Solo Mike (Stange, ndr) entrò con me. Eravamo i primi in acqua, io fui il primo a catturare un’onda. Avevo remato verso riva per prendere un’onda e l’avevo perduta, così la seguente non era una delle più grandi. Ecco che allora altri tipi entrano in acqua. Pat Curren ed io cavalcammo una grande onda insieme. Era fatta. E’ stato semplice. L’Oceano non ci ha inghiottito ed il mondo non ha cessato di girare “.
Outside Pipeline, 1964
Phil Edwards è stato il primo surfista a surfare l’onda di Pipeline, nel dicembre del 1961. Pipeline è un’onda micidiale, difficile, ripida e tubante. Nei giorni grossi, circa un miglio al largo, rompe un’onda enorme. Fino all’inverno del 1964 era stata solo ammirata da lontano. Poi, arriva Greg. Ecco il suo racconto: “Mi ci e voluto più di un’ora per riuscire a raggiungere quell’onda… La cosa più difficile era superare quell’enorme risacca… abbiamo provato inutilmente per quattro volte, prima di riuscirci… Una volta là fuori, non c’era modo di capire dove stare, nessun segnale per aiutarti a trovare una posizione… Un’onda arrivò, ma era distante da noi. allora remammo come matti per portarci nel punto buono… l’onda successiva ruppe 300 metri più al largo… dovemmo attendere due ore prima di vedere un altro set… l’onda che catturai quel giorno a Outside Pipeline era un 25 piedi che ha rotto ripida per mezzo miglio… ruppe a sinistra, cos’i io la dovetti surfare in backside… invece di diminuire man mano che la correvo, quella figlia di puttana crebbe sopra me. Diventò più grossa e ancora più grossa, ed io andavo sempre più veloce… Poi letteralmente volai dalla mia tavola. Quando colpii l’acqua e andai sotto, pensai di affogare…”.
Quel giorno Bud Browne, uno dei più famosi Surf Movie Producer di tutti i tempi, era là a filmare la corsa di Greg:
“Filmai quell’onda surfata da Greg a Outside Pipeline. Ai quei tempi vivevo in una casa proprio davanti a Pipeline, cos’i vidi Greg e Mike provare a superare quell’enorme risacca… Erano gli unici, là fuori. Come suo solito, Greg sedeva molto più fuori, per aspettare l’onda più grossa. E la prese. E’ stata la corsa più eccitante che ho mai visto. Quell’onda era così veloce e potente che spazzò vìa Greg dalla sua tavola. La corsa apparve nel film “Locked In “,ed’è stata usata in molti altri films. Greg aveva la reputazione dì uno che surfava le onde più grosse, e appariva temerario, nei suoi caratteristici pantaloncini a righe e le sue manovre aggressive. Sia che riuscisse a surfare un’onda, o che fosse spazzato via, sembrava non fare molta differenza per Greg. Perno che lui si godesse i wipe out allo stesso modo delle corse “.
Greg oggi ha 70 anni. Smise dì surfare dopo la morte del padre, fortemente accusata dall’ancora giovane surfista. Il suo apporto al mondo del surf e incredibilmente importante: e grazie a luì che le frontiere del big wave ridìng si sono spalancate. Per decenni e stato il simbolo della sfida dell’uomo alla forza dell’Oceano e, ancora oggi, il nome di Greg Noli gode del massimo rispetto in tutto l’ambiente. Produce tavole da collezionisti di una bellezza ineguagliabile, che hanno raggiunto quotazione quasi proibitive. Greg e un vero mito vivente.



