Marrk Foo

22 maggio 2010

Mark Foo morì la mattina del 23 dicembre 1994, mentre faceva quello per cui sarà ricordato, cavalcare onde enormi. Morì in uno spot dove ci sono onde enormi, chia­mato Maverick’s a Half Moon Bay (la baia della Mezza Luna), a sud di San Francisco. Mike Parsons stava surfando con Foo quella mattina e mi rac­contò cosa accadde. Foo partì sulle seconda o terza onda del set. Brcck Little e Parsons partirono su quella successiva. Cascarono entrambi. Parsons disse che l’onda si ruppe su di lui. Le onde lo avevano sballottato sott’acqua e si scontrò con un corpo che pensava fosse quello di Little (quando parlammo non era così sicu­ro che fosse il corpo di Little, ma forse quello di Foo). I due tornarono a galla per poi essere spinti addosso agli sco­gli dalle onde entranti. Parsons disse di essere stato trattenuto sott’acqua da due onde alla volta in diverse occcasioni. Il suo leash si incastrò negli scogli e lui fu scaraventato contro di essi mentre era ancora trattenuto sott’ac­qua. “E’ stato il periodo più lungo sott’acqua che ricordo” disse Parsons.”Pensavo che la mia ora fosse arrivata, stavo parlando con il “Grande uomo”. Ma in qualche modo Parsons sopravvisse. Quando tornò a galla trovò Brock Little esausto. Brock disse di essere sollevato nel vedere che Parsons stava bene, perchè non avrebbe avuto l’energia per salvarlo.  mfoo-press.gif

Poi Brock andò a prendere un’altra tavola per poter surfare ancora. Anche la tavola di Parsons era distrut­ta, quindi tornò sulla barca. Dalla barca guardò per circa un’ ora Evan Slater mentre faceva surf (completa­mente ignaro delle condizioni di Foo).

Quando Evan salì sulla barca decise­ro di tornare a riva. Dopo circa un miglio videro la tavola di Foo che gal­leggiava. Notarono qualcosa attaccato alla tavola. Qualcuno urlò che era qualche tipo di alga. Si avvicinarono e si accorsero tragicamente di essersi sbagliati. Non era qualche tipo di alga, bensì il corpo di Foo attaccato alla tavola. Evan si buttò in mare e portò Foo sulla barca con l’aiuto del fotografo Doug Acton e di Parsons. Rigirarono Foo, facendogli uscire l’ac­qua dalla bocca, mentre rientravano al più presto a riva per cercare aiuto.

Gli diedero subito aiuto provando con un massaggio cardiaco, ma non fun­zionò. Foo era morto da più di un ora. Parsons disse: “Sono passato dal massimo sollievo, di essermi salvato, al peggior abbattimento, quello di aver perduto un caro amico”. Foo disse sempre che sarebbe morto sur-fando onde enormi. “Era un fanatico delle onde enormi” disse Parsons, “viveva per le onde”. Sebbene Foo aveva solo 36 anni, aveva già vissuto il sogno della maggior parte dei surfi­sti. Lui poteva e lo ha fatto, surfare le onde più grosse del mondo, dove voleva e quando voleva. Viveva alle Hawai. Conosceva bene le enormi onde invernali che si rompevano sulla Costa Nord di Oahu. Era uno dei pochi uomini nel mondo che surfavano l’onda di Waimea Bay nelle più grandi mareggiate. Più l’onda era grossa e più Foo sembrava contento. Un altro luogo dove si trovavano onde grandi, che frequentava Foo, era Todos Santos. Foo girava il mondo in cerca del grande surf. Foo aveva molti amici e molti ammiratori. Parsons ricorda un viaggio pro­mozionale che fecero insieme nel 1988. “Era un uomo veramente umile. Aveva sempre il tempo per incontrare i bambini, autografare i loro posters e raccontare storie sulle grandi onde”. “Non gli piaceva il ruolo di surfista divo”. Disse Brown di Foo: “Era così in forma, così profes­sionale che le “grandi onde” diventa­rono la sua professione: non era un gioco per lui. Mark Foo è una legenda. Un uomo che visse la sua vita facendo ciò che amava. Sarà ricordato come un uomo gentile e senza paure.

I commenti sono chiusi.