Helicopter 360°
Questa manovra spettacolare, un vero classico del repertorio longboardistico, è molto tecnica e quindi occorre molta pratica per diventarne dei buoni interpreti. Sembra strano, ma nell’Helicopter 360° tutto parte dalle vostre mani….ma questo lo vediamo più avanti. La cosa più difficile in questa manovra
è liberare le pinne dall’acqua: infatti queste sono fatte per mordere l’onda, e indurle a fare un’altra cosa non è compito facile. Vedere Tudor, Kenilana, o altri di questi mostri fare un Helicopter 360° può far sembrare questa manovra facile come andare in biciletta.
Liberare le pinne è la primavera manovra: un po’ una “manovra nella manovra”. Per farlo esiste un unico modo, che consiste nel trasferire ai piedi la forza necessaria per farlo. Incredibilmente tutto parte, come abbiamo detto, dalle mani. Appena vedete che davanti a voi si apre la possibilità di fare un Helicopter 360°, andate con il vostro piede anteriore quasi in hang five, non troppo in punta a circa un piede dall’estremità anteriore della tavola, e con un’apertura delle gambe abbastanza ampia, per darvi stabilità. A questo punto flettetevi bene sulle gambe, fino a trovarvi quasi seduti, e piantate entrambe le mani nell’acqua, col peso del corpo appena appoggiato nell’onda (foto1).
Questo appoggio permetterà alle gambe di ricevere la spinta del corpo e la poppa si solleverà quanto basta per far uscire le pinne dall’acqua (foto 2). Naluralmente questa manovra non si effettuai con pinnoni centrali molto lunghi, campioni a parte. Il segreto è far uscire con quanta più velocità ed inerzia possibile la poppa dall’acqua: tanto più la poppa girerà, tanto più facile sarà poi controllare la tavola nella seconda parte della rotazione. Se si fermerà prima di aver raggiunto i 90° (foto 3), cioè se non arriverà nemmeno a puntare verso la riva, sarà molto improbabile recuperare il controllo dell’asse. La rotazione perfetta prevede che la poppa esca e ruoti fino a trovarsi n direzione di marcia (foto 4), dove prima era la prua A questo punto il gioco è fatto: basterà fare un passo indietro a poppa (foto 5), e se proprio l’onda non è delle più potenti non
dovreste avere grossi problemi a tornare in posizione di corsa.







