Il Floater
Nonostante le innumerevoli manovre aerial rese note al grande pubblico dai più radicali surfisti professionisti, il floater resta uno dei rad move moderni più spettacolari ed efficaci, ma anche uno dei più rischioisi. Incuranti delle possibili conseguenze, surfer come Kelly Slater si lanciano in interminabili corse sul lip in spot terribili come Pipeline e Teehapoo. Questa manovra è entrata ormai a far parte del bagaglio tecnico del surfista medio e anche sulle nostre spiagge si iniziamo a vedere dei veri, lunghi e convincenti floaters.
Avvicinamento al lip
L’approccio al lip è una delle fasi cruciali di questa manovra. Contrariamente all’off the lip, non occorre scendere troppo in basso e caricare pesantemente il bordo prima di risalire. E’ fondamentale arrivare sul labbro dell’onda con più velocità possibile e con un’angolazione dolce, non troppo accentuata, così da non impattare verticalmente il lip e riuscire a percorrere il più possibile in lunghezza la cresta.
Galleggiare sulla cresta..
E’ necessario anticipare di “attimi” la chiusura del labbro, prima che esso formi un gancio che possa rendere difficoltoso mantenere l’equilibrio e il controllo della tavola. Quando si è sulla cresta, la centralità di peso sulla tavola risulta fondamentale, così come una posizione compatta con il baricentro spostato verso la coperta. In questa fase, è opportuno mantenere le braccia allargate per un maggior equilibrio e per un più graduale e sensibile spostamento dei pesi.
Cercate di “sentire” il lip
Nel surf la tecnica è molto importante ma spesso, in alcune circostanze, l’istinto lo è forse di più. Mentre galleggiate sul lip, cercate di sentire l’onda, di leggerla e quindi anticipare le vostre mosse. E’ importante comprendere quando la velocità della tavola sta diminuendo, se si è su un tratto del lip completamente formato da schiuma che tende a sorreggere meno il surfer, osservare preventivamente il punto dove si ha intenzione di atterrare, imparare a scegliere il momento esatto per impostare la discesa e infine prepararsi all’atterraggio.
Landing soft: di poppa o di piatto?
E’ fondamentale decidere di impostare la discesa dal lip quando ancora si ha una buona velocità. Su onde potenti e tonde, occorre “saltare” il più possibile davanti al labbro, per evitare l’effetto “chiodo”, cioè di cadere nell’impact zone e di sprofondare verso il fondale con la possibilità di farsi male. Per fare questo, occorre sfruttare il movimento di chiusura del lip, staccandosi con un movimento coordinato delle gambe, simile ad un ollie fatto con lo skate. L’atterraggio avverrà, in questo caso, prima con la poppa e poi con il resto della tavola, evitando così un impatto che potrebbe far perdere il controllo. Su onde più piccole e quindi sulla maggior parte delle onde nostrane, questo tipo di atterraggio è spesso sconveniente; è preferibile atterrare con la tavola più piatta per cercare di trasformare in velocità l’inerzia presa in fase di discesa dal lip, così da potersi dirigere nuovamente verso una nuova parte pulita dell’onda.



