Cut Back

3 luglio 2009

 Il cut back, alla lettera “Taglio-lndietro”, è una inver­sione di rotta, in genere di 180°, che consente a chi surfa l’onda di non perderne la parte ripida. Come tutte le manovre può essere eseguita faccia all’onda (front side) oppure schiena all’onda (back side) Il cut back può essere effettuata in maniera più o meno secca, ovvero con un raggio di curva più o meno ampio, e, a seconda di quest’ultimo, cambia nome da cut back semplice a round house, a slash back, a tail snap, a nose-buried slash… Lasciando perdere questi ultimi, che fanno senz’altro parte del bagaglio tecnico del sur­fista esperto, analizziamo la forma più semplice di una manovra essenziale per il massimo sfruttamento di tutta la lunghezza del l’onda.

Un cut back semplice dovrebbe sempre iniziare quan­do si é sulla parte alta dell’onda, o almeno sulla sua metà superiore: iniziarlo al la base rende davvero molto difficile terminare la manovra, in quanto solo i surfisti più esperti riuscirebbero a mantenere durante la velo­cità necessaria durante la curva. La manovra si può dividere in 3 momenti chiave: Inizio, Curva e Recupero.

INIZIO-La manovra in front side inizia con lo sposta­mento del peso sui taIIoni e col contemporaneo sbilan­ciamento del vostro sedere all’indietro, quasi a cercare l’acqua per un bel “bidet”. In questa fase è importante che la testa, per controbilanciare lo spostamento all’indietro del resto del corpo, vada invece a cercare un ideale allineamento col centro del la tavola: per fare ciò si assume una posizione rincrocchiata, quasi raggobbita. Questa nuova posizione farà sì che il bordo su cui condurrete il resto della curva quello verso i vostri talloni si pianti bene nell’acqua, senza far spiattellare la tavola.

CURVA - Come entro nel pieno della curva, la testa sempre molto centrale ed il braccio anteriore vanno a indicare (con lo sguardo e con le dita della mano) il punto alla base del l’onda dove invece dovrò fare un’al­tra curva a fine manovra per riprendere il senso origina­rio di marcia. Il braccio sembra addirittura cercare idealmente un punto su cui fare perno. Occorre consi­derare che tutto va fatto con gradualità, con continuità, senza gesti troppo bruschi. Inoltre ricordate che tanto maggiore è la velocità, tanta più pressione dovrete fare sui talloni, e tanto più difficile sarà la successiva fase di recupero: mentre troverete relativamente facile impo­stare la curva all’indietro, scoprirete anche che ciò che risulta difficile in questa manovra è riprendere il senso di marcia con controllo e velocità.

RECUPERO - Una volta conclusa “l’inversione a U”, si rende necessario, per non impattare la schiuma che ci farebbe inevitabilmente cadere, iniziare a pensare a ritornare faccia all’onda. Tutto sta nel cambio gradua­le di pressione dai talloni alle punte del piedi, col con­temporaneo spostamento del corpo in avanti verso prua. Il braccio di svolge anche in questo caso un ruolo principale: al contrario di quanto si è fatto nella prima fase, l’ideale punto di appoggio va ora cercato in avan­ti. Ricordate che in tutte le fasi del cut back, bisogna tenere le gambe flesse e che l’uso della testa è essen­ziale: infatti la vostra capoccia deve restare sempre molto centrale, così da funzionare da contrappeso al resto del corpo che si sbilancia.

In Back Side, tutto funziona al contrario, ma essendo di spalle, avrete più dif­ficoltà ad individuare i punti esatti dove posizionarvi, ed occorre quindi girare bene la testa per osservare l’onda. Una volta iniziato il turn con la pressione que­sta volta sulle vostre dita, anziché sui talloni, avrete la possibilità di “leggere” bene l’onda. Concentrarsi con lo sguardo in un punto alla base della schiuma: quando ci si troverà in quel punto si trasferirà il peso dalle dita ai talloni, per curvare e riprendere la corsa. Per molti il Cut Back in back-side è più facile di quello in front side, in quanto risulta più naturale sbilanciarsi in avanti che all’indietro, ma ciò è vero soprattutto su onde tranquille e regolari.

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