Duck Dive

22 maggio 2010

La prima grande domanda che si pone chi inizia a fare surf è: “come farò a passare quel­le schiume? “. La domanda è più che lecita ed ognuno di noi ha dovuto faticare prima di ap­prendere la tecnica corretta per superare le onde. Ancora una volta il concetto alla base del­la tecnica da seguire è lo stesso : non lottare mai contro la forza del mare. Nei vecchi filmati di surf è facile vedere i surfisti abbandonare l’asse e buttarsi a capofitto sott’acqua, oppure capovolgersi e tenere la tavola sopra la testa con le mani. Le lunghe, spesse, pesanti tavole degli anni 60 non permettevano di mettere in atto quella tecnica che og­gi permette, anche di fronte a grandi onde, di rimanere sempre perfettamente a contatto con la tavola, ed a non farsi tra­scinare decine di metri indietro dall’onda: parliamo della “Duck Dive”, quella curiosa ” manovra che il surfista effettua tuffando la testa sott’acqua ed alzandosi a culo ritto sulla tavola con un ginocchio. Con le tavole corte, leggere, sotti­li e strette, una volta entrati in possesso della giusta tecnica è davvero uno scherzo passare onde di anche tre metri. Ma, come in tutte le cose, all’ini­zio anche il gesto più semplice può sembrare complicato. Imparare bene questa mano­vra non vuoi dire solo rispar­miarsi un sacco di fatica, ma significa soprattutto sicurez­za: abbandonare la tavola al­l’arrivo di un’onda può rap­presentare un grosso perico­lo per chi sta remando dietro di voi ed è bene quindi che, prima di avventurarvi in spot affollati, impariate bene que­sto fondamentale del surf. Quando l’onda si avvicina a voi, non rallentate o stoppa­te la remata. Se l’onda non è ancora schiumata, ma si arricciola sopra di voi, la cosa risulterà ( a meno che essa non abbia dimensioni ragguardevoli) più facili, in quanto vi aspirerà e vi sputerà dal dietro. Quando siete circa 1 metro e mezzo dal frangente, afferrate salda­mente i bordi della tavola all’altezza delle ascelle e spin­gete con le braccia la prua sott’ac­qua, aiutandovi con un graduale spostamento del peso del bu­sto in avanti. Contempora­neamente, avrete posiziona­to uno dei ginocchi sulla co­perta del la tavola, circa alla sua metà e più o meno all’altez­za del vostro sterno. L’altra gam­ba si stenderà all’indietro e ser­virà, per far impennare verso l’alto la tavola, una volta che l’onda vi avrà superato. Men­tre affondate la prua tenete il mento il più possibile vicino alla tavola: ciò vi aiuterà ad an­dare più a fondo, più in profon­dità andate, più facile sarà superare le onde. Ricordate che anche la gamba stesa all’indietro gioca un importante ruolo. Riassumendo e schematizzando, tutto si svolge in due fasi: la prima con tutto il pe­so avanti e con le braccia ed il ginocchio flesso sulla tavo­la che spingono in basso. La seconda con la testa che si risolleva verso la superficie e le gambe entrambe estese all’indietro. Provate e riprova­te la Duck Dive anche in ac­qua piatta, immaginandovi l’onda che arriva e sceglien­do il momento giusto per farla. In genere, un paio di giorni di prove, magari con l’aiu­to di un amico più esperto sono sufficienti a farvi assimilare i movimenti corretti. Buon tuffo dell’anatra.

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