Duck Dive
La prima grande domanda che si pone chi inizia a fare surf è: “come farò a passare quelle schiume? “. La domanda è più che lecita ed ognuno di noi ha dovuto faticare prima di apprendere la tecnica corretta per superare le onde. Ancora una volta il concetto alla base della tecnica da seguire è lo stesso : non lottare mai contro la forza del mare. Nei vecchi filmati di surf è facile vedere i surfisti abbandonare l’asse e buttarsi a capofitto sott’acqua, oppure capovolgersi e tenere la tavola sopra la testa con le mani. Le lunghe, spesse, pesanti tavole degli anni 60 non permettevano di mettere in atto quella tecnica che oggi permette, anche di fronte a grandi onde, di rimanere sempre perfettamente a contatto con la tavola, ed a non farsi trascinare decine di metri indietro dall’onda: parliamo della “Duck Dive”, quella curiosa ” manovra che il surfista effettua tuffando la testa sott’acqua ed alzandosi a culo ritto sulla tavola con un ginocchio. Con le tavole corte, leggere, sottili e strette, una volta entrati in possesso della giusta tecnica è davvero uno scherzo passare onde di anche tre metri. Ma, come in tutte le cose, all’inizio anche il gesto più semplice può sembrare complicato. Imparare bene questa manovra non vuoi dire solo risparmiarsi un sacco di fatica, ma significa soprattutto sicurezza: abbandonare la tavola all’arrivo di un’onda può rappresentare un grosso pericolo per chi sta remando dietro di voi ed è bene quindi che, prima di avventurarvi in spot affollati, impariate bene questo fondamentale del surf. Quando l’onda si avvicina a voi, non rallentate o stoppate la remata. Se l’onda non è ancora schiumata, ma si arricciola sopra di voi, la cosa risulterà ( a meno che essa non abbia dimensioni ragguardevoli) più facili, in quanto vi aspirerà e vi sputerà dal dietro. Quando siete circa 1 metro e mezzo dal frangente, afferrate saldamente i bordi della tavola all’altezza delle ascelle e spingete con le braccia la prua sott’acqua, aiutandovi con un graduale spostamento del peso del busto in avanti. Contemporaneamente, avrete posizionato uno dei ginocchi sulla coperta del la tavola, circa alla sua metà e più o meno all’altezza del vostro sterno. L’altra gamba si stenderà all’indietro e servirà, per far impennare verso l’alto la tavola, una volta che l’onda vi avrà superato. Mentre affondate la prua tenete il mento il più possibile vicino alla tavola: ciò vi aiuterà ad andare più a fondo, più in profondità andate, più facile sarà superare le onde. Ricordate che anche la gamba stesa all’indietro gioca un importante ruolo. Riassumendo e schematizzando, tutto si svolge in due fasi: la prima con tutto il peso avanti e con le braccia ed il ginocchio flesso sulla tavola che spingono in basso. La seconda con la testa che si risolleva verso la superficie e le gambe entrambe estese all’indietro. Provate e riprovate la Duck Dive anche in acqua piatta, immaginandovi l’onda che arriva e scegliendo il momento giusto per farla. In genere, un paio di giorni di prove, magari con l’aiuto di un amico più esperto sono sufficienti a farvi assimilare i movimenti corretti. Buon tuffo dell’anatra.




