Costruzione della tavola

22 maggio 2010

I MATERIALI

Cominciamo col descrivere i materiali con cui è fatta una tavola da surf. Escludendo il legno, (materiale primario negli anni 50, ormai in disuso, dato il peso finale elevato che raggiungeva la tavola) i principali materiali usati per la costruzione della tavola sono la schiuma poliuretanica ed il polistirolo.

La schiuma poliuretanica per eccellenza è il CLARK FOAM, creata da GORDON CLARK questa si presenta sotto forma di pane, con già inserito un longherone di legno centrale, ed è disponibile in circa 50 differenti lunghezze e curvature, alla creazione delle quali hanno contribuito i migliori shaper del mondo.

Questi pani, possono avere poi varie densità, che ne determinano il peso e la robustezza, e partono con il nome di SUPERLIGHT, SUPERGREEN ( che è più leggero dell’8% del superlight), SUPERBLUE (più leggero del 12%) e ULTRALIGHT ( che arriva ad essere più leggero del superlight del 25%). I pani sono preparati iniettando la mistura poliuretanica in stampi, dove una reazione chimica fa espandere il prodotto, che una volta estratto dal suo alloggio, viene tagliato centralmente a cui, dopo averlo cosparso di colla, vi viene inserito il longherone, a questo punto braccia meccaniche, comprimono i componenti finendo l’opera pronta da shapare.

Vi è poi un altro tipo di materiale che è il POLISTIROLO, il quale può essere normale o estruso. Lasciando perdere l’estruso che ha costi elevati e una scarsa reperibilità sul mercato italiano, parlerò del classico polistirolo che tutti noi conosciamo.

Questo è un prodotto che difficilmente viene usato dai grandi produttori di tavole, non perché non sia valido tecnicamente, Ma perché ha una grossa difficoltà di lavorazione. La sua preparazione è presso chè uguale alla schiuma poliuretanica, infatti anche il polistirolo viene iniettato in stampi, ma no preformati, cosi chè lo shaper dovrà poi tagliarsi le forme direttamente da blocchi squadrati, facendo uso di DIME e archetto con filo caldo.

Costruzione EPS

La stragrande maggioranza delle tavole in commercio sono costruite con un “anima” (blank) in poliuretano espanso rigido (foam),Costruzione Foam rivestita da alcuni strati di fibra di vetro (VTR) annegati in matrice poliestere. Il tutto racchiuso da successivi strati di finitura di vario tipo.

Un altro tipo di costruzione, ultimamente abbastanza diffusa nel mondo del surf, ma di provenienza windsurfistica e prima ancora nautica, è il sandwich, consistente in un anima in polistirolo espanso (EPS) a bassa densità (10 Kg/m3), rivestita da due strati di VTR in matrice epossidica, intervallati da uno strato di pochi millimetri di espanso ad alta densità. Il tutto ricoperto da un sottile foglio di PVC.


LE RESINE

esistono 2 tipi di resine che ci interessano: Poliestere ed Epossidica.

Anche queste hanno grosse differenze tra loro, primo fra tutte il prezzo. L’epoxy è infatti circa 5 volte più costosa della poliestere poi mentre quest’ultima è di facile lavorabilità, (ovvero non ha bisogno di grossa precisione nella catalisi, non richiede particolari temperature ne’ grado di umidità) l’epoxy è veramente una noia, ha bisogno infatti di una catalisi perfetta, al grammo, di almeno 20 gradi e di pochissima umidità altrimenti si rischia di gettare tutto nel bidone.

Come caratteristiche tecniche la poliestere è una resina dura ma vetrosa, con un punto critico di cedimento strutturale molto basso, vale a dire che se facciamo la classica prova di premere il pollice sul bordo, noteremo una buona resistenza iniziale, ma all’aumentare della pressione il cedimento della resina sarà improvviso e come per incanto al posto del nostro pollice sarà rimasto un bell’avvallamento!! ( che si andra’ ad aggiungere a tutti gli altri avvallamenti, causati da altre prove del dito, di altri surfer dubbiosi!!!!!! Ne consegue perciò che per raggiungere una buona resistenza alla pressione di una tavola in resina poliestere, dovremo aumentare le stratificazioni o la grammatura dei tessuti, che andranno però a scapito della leggerezza finale della tavola. Morale della favola:

  • tavola resistente = tavola pesante
  • tavola leggera=tavola piena di avvallamenti

Con la resina epossidica il discorso cambia, è sempre dura, ma allo stesso tempo la sua struttura chimica le permette di essere elastica, aumentando perciò il punto critico di cedimento strutturale. E’ questo il motivo per cui le tavole in polistirolo, a parità di stratificazione, sono molto più dure e leggere.  Allora perché non usare l’epossidica anche sul clark-foam? Evitando così il problema del maggior assorbimento d’acqua da parte del polistirolo? Vi domanderete. Certo sarebbe possibile!! Ma la spesa sarebbe molto più alta perché alla spesa del pane di clark-foam si dovrebbe aggiungere la non modica spesa dell’epossidica che vi indurrebbe a conti fatti a sopportare qualche ditata in più, senza contare che poi a parità di volume il polistirolo ha in tutti i casi, un peso specifico minore rispetto al clark-foam, per cui sarà sempre più leggera. Altra caratteristica che devono avere le resine, per non ritrovarsi con la tavola ingiallita dopo un mese è la resistenza agli U.V. (raggi ultravioletti) questo pregio è dato alla resina da additivi molto costosi ed è per questo che notiamo grosse differenze di prezzo tra resine che apparentemente sembrano uguali. Ah! è molto importante ricordarsi, che con la resina poliestere è assolutamente vietato resinare il polistirolo, pena lo scioglimento istantaneo, davanti ai vostri occhi, della vostra amata creatura!


I TESSUTI

Anche per i tessuti faremo delle differenze.

Premettendo che il tessuto è il materiale che , steso sulla tavola ed imbevuto di resina , conferisce “la resistenza generale”, possiamo dire che ne esistono tre tipi base:

  1. il vetro,
  2. il carbonio,
  3. il kevlar.

Tralasciando per adesso gli ultimi due che sono tessuti particolari, molto costosi e che nel surf da onda non vengono impiegati se non per alcuni lavori di rinforzo come ad esempio: le strisce di carbonio centrali, i rinforzi per le pinne o per la poppa, prenderemo in considerazione il vetro.

Il vetro si divide in diversi tipi (tipo E, tipo S, BILANCIATO, DIAGONALE, etc…) e può essere di varie grammature, tra cui le più usate sono il 6 once (200 grammi) e il 4 once (125 grammi) e a seconda delle stratificazioni che metteremo sulla tavola, questo darà alla stessa più o meno resistenza.

Il tipo di tessuto più usato è il BILANCIATO, perché offre pari resistenza sia alla trazione orizzontale che verticale conferendo allo stesso un’ottima resistenza alla compressione. Anche il DIAGONALE è molto usato vista la sua facilità di acconsentire le curve dei bordi, ma se non lavorato bene da una mano esperta questo sfilaccerà un pò troppo, creando non pochi problemi nella fase successiva di “cartatura”.

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