Caratteristiche della tavola da surf
Le prime informazioni riguarderanno lo SCOOPLINE (o Rockerline) e l ‘OUTLINE. Lo scoopline è composto da una linea curva che raccorda la prua alla poppa, determinando la carena di una tavola. Questa linea, a seconda di come viene raccordata, dà alla tavola determinate caratteristiche; é il passaggio più importante di tutta la costruzione di una tavola e se azzeccato, saremo già a metà dell’opera, al contrario, sbagliarlo, significherebbe avere tra le mani un bel “bidone”.
Lo scoopline è composto da tre parti: lo scoop, il rocker e il kick, che come dicevo prima vanno sapientemente raccordati fra di loro. Ma vediamo ora in sintesi ognuna di queste parti.
LO SCOOP
Lo scoop è la curvatura che caratterizza la prua, ed è importante perché questa non si “ingavoni” in acqua in fase di partenza o di manovre radicali. Negli ultimi anni, lo scoop è andato via via aumentando sempre di più, visto l’evolversi sempre più radicale delle manovre eseguite. Per cui poco scoop significa “ingavonarsi” facilmente, ma al contrario però significherebbe troppo attrito con l’acqua facendo così frenare la corsa della vostra tavola.
IL ROCKER E IL KICK
Il rocker, è la curvatura che caratterizza la tavola da circa la metà fino alla poppa e a sua volta prende nell’ultima parte il nome di kick; la “shapatura” del rocker è molto difficile, a volte bastano pochi millimetri di differenza per avere o un bidone o una scheggia!! Maggiore sarà il rocker maggiore sarà la manovrabilità, ma anche qui , dovete sapere, che l’acqua tende sempre nel suo scorrimento a seguire maggiormente le superfici curve per cui troppa curvatura nel rocker, tarderà lo staccarsi dell’acqua dalla poppa, creando così turbolenze in uscita, che rallenteranno la vostra tavola.
Per ovviare a ciò è stato studiato il cosiddetto “kicktail” che dà la possibilità di mantenere un rocker minore fino agli ultimi 15 centimetri (per cui minor turbolenza e più velocità) ma in fase di manovra, quando cioè la tavola verrà inclinata, avere, con il kick negli ultimi 15 centimetri, un’ottima manovrabilità.
Rimane sempre allo shaper però, decidere come sarà il tipo di rocker in base al tipo di tavola e sopratutto in base al luogo dove verrà usata la stessa, cioé: se la tavola sarà usata in mezzo a onde potenti non avrà certo bisogno di velocità, visto che già le stesse gliela forniranno, per cui privilegeremo la tenuta e la manovrabilità; se invece dovrà surfare onde piccole e poco potenti, sarà inutile fare una tavola molto manovrabile, se poi non si avrà la possibilità di sfruttarla per mancanza di velocità, ma farò una tavola veloce che scorra via bene anche se l’onda non “tira”, così solo, avrò la possibilità di manovrare con facilità.
Ricapitoliamo quello che è stato detto fino ad ora:
SCOOPLINE piatto: tavola stabile, remata in partenza facile e tavola veloce, ma poco manovrabile e facilmente propensa “all’ingavonata”.
SCOOPLINE accentuato: tavola lenta, remata faticosa, partenza ritardata ma allo stesso tempo tavola manovrabile e meno propensa “all’ingavonatura”.
L’OUTLINE
L ‘outline di una tavola, è determinato da una curva che unisce la prua alla poppa, passando per un punto centrale il quale a seconda di dove è situato, determinerà il punto di larghezza massima di una tavola. Più questa curvatura sarà accentuata, più la tavola avrà caratteristiche manovrabili ma perderà di velocità e viceversa se la curva sarà più dritta. La lunghezza di una tavola a parità di larghezza rispetto ad una più corta, sarà generalmente più facile sia in remata, sia in partenza, sia in stabilità, doti queste basilari per chi deve imparare o per chi vuole surfare onde piccole ma lente, al contrario tavole corte sono molto più manovrabili sopratutto in situazioni di onde particolarmente piccole e potenti, cioè dove a causa del piccolo cavo dell’onda, verrebbe problematico effettuare manovre radicali con tavole lunghe, allo stesso tempo però, essendo tavole molto tecniche non sono consigliate ai principianti.
La larghezza della tavola viene presa di solito in tre punti :
- a 30 centimetri da prua,
- a centro tavola,
- a 30 centimetri da poppa.
Larghezza a 30 da prua:
più larghezza = maggior potere di galleggiamento ridotte possibilità di ingavonatura, maggior facilità di remata ed ottima stabilità.
Larghezza ridotta = manovra facilitata grazie al volume ridotto, ridotta stabilità, maggior possibilità di ingavonamento.
La larghezza centrale varia a seconda del tipo di tavola, più la tavola sarà larga più sarà facile in generale, tavole strette vengono usate di solito per onde grosse in modo di avere maggior velocità e maggior stabilità. Le tavole larghe, dato il loro potere di galleggiabilità vengono utilizzate su onde medio-piccole, anche se resta il fatto che all’aumentare della tecnica del surfista si può diminuire la larghezza della tavola migliorandone la radicalità.
La larghezza a 30 centimetri da poppa , determina la superficie della stessa che, se più larga, avrà maggior portanza, cioè terrà la planata più a lungo facilitando le esecuzioni di manovre anche su piccole onde e migliorando la stabilità, perdonando al surfista anche il più piccolo errore.
Poppe strette garantiscono un passaggio “rail to rail” ( bordo bordo) più veloce, per cui in teoria sarebbero più manovrabili di quelle larghe, ma solo in teoria perché se non si è più che bravi si avrà un effetto controproducente perché che la tavola se non lanciata in velocità, tenderà, vista la poca portanza della sua poppa, ad affondare e di conseguenza a perdere velocità o addirittura a “piantarsi” nell’onda in fase di manovra. Vi sono poi i due estremi: poppe larghissime o strettissime. Le prime sono quelle delle tavole fish e vengono usate per surfare onde molto piccole, mentre le seconde sono usate su gun e vengono impiegate per onde molto grosse, grazie alla loro velocità e stabilità allo stesso tempo.
IL RAIL
Il bordo spesso consente alla tavola di galleggiare maggiormente , facilitando la manovra ed evita alla stessa di “piantarsi” nel caso non si raggiunge la giusta velocità, senza considerare che anche in questo caso è più facile remare e partire grazie sempre all’aumento del volume. Diciamo che un bordo usato per medio-principiante o per quelle tavole tipo malibù o longboard dove si richiede una manovrabilità buona e sciolta, anche in condizioni di poca velocità (onda piccola, onda media ma lenta, principianti). Il bordo fine o tirato, richiede abilità, il suo esiguo spessore ha bisogno, per essere apprezzato, di essere costantemente in piena velocità, perché se questo non accade, l’acqua salendo immediatamente sullo stesso, e quindi sulla coperta, tende a frenare la tavola. Un bordo fine consente anche di limitare lo scarroccio (slittamento laterale della tavola sulla superficie dell’onda durante la sua corsa) aumentando così la velocità della stessa.
Inoltre la tavola mordendo maggiormente l’acqua consentirà manovre precise e veloci, ma attenti, perché questo tipo di bordo non ammette errori!! Molto importante é, (che sia un bordo spesso o un bordo fine), sceppare il bordo, nella sua parte inferiore, inserendovi il così chiamato T.U.E (Tucked under edge). Questo è uno spigolo interno sulla carena che parte a 90 gradi circa da poppa e , mano a mano che si avvicina alla prua, stonda dal bordo verso l’interno fino ad arrotondare completamente nell’ultimo 1/3 di tavola, questo consente una riduzione della superficie della carena, (per cui all’aumentare della velocità ne consegue una diminuzione di attrito con tutti i vantaggi che questo comporta).
Il T.U.E inoltre garantisce uno stacco pulito dell’acqua carena-bordo che altrimenti tende a risalire il bordo frenando la tavola. Da tenere presente che più il T.U.E è interno tavola più questa sarà manovrabile ma lenta.
LA CARENA
Abbiamo diversi tipi di carene tra cui la concava, la piatta, la biconcava, la carena a V etc etc.. ed ognuna ha scopi e rese diverse.
La carena per eccellenza, vista la sua versatilità, è quella piatta. Questa si adatta molto a tutti i tipi di onde, veloce anche in condizione di onda piccola, non da problemi di manovrabilità, insomma per i nostri mari è , secondo me, la più indicata ed inoltre non ha bisogno di un grosso manico. La carena a V è l’eccelso per le manovre vecchio stile, è molto usata infatti su tavole tipo malibù e longboard, la facilità con cui consente di effettuare il ” rail to rail ” permette di manovrare anche le tavole più larghe. Carena piatta con V a poppa tra le pinne: unisce la facilità della piatta alla manovrabilità della V, viene molto usata dai colleghi d’oltre oceano, ma io sinceramente non la uso volentieri perché, specie sulle tavole corte, la V è , sì più manovrabile del piatto, ma è molto più lenta se usata su onde non potenti come abbiamo in Italia!!!!
La biconcava è per eccellenza una tavola veloce, ma perché lo diventi , ha bisogno di raggiungere una certa velocità, mi spiego: perché il biconcavo entri in funzione, bisogna che, all’acqua che scorre in carena, si mescoli aria, in modo che la tavola si sollevi quel tanto da consentire il minimo attrito, inoltre questa miscela aria acqua avrà, visto il restringersi della poppa rispetto alla larghezza centrale, una maggiore accelerazione in uscita , creata dall’effetto venturi. Chiaramente, se il surfer non è in possesso di una più che ottima tecnica di “pompata”, o se l’onda è troppo “loffa” si ha l’effetto contrario, la tavola rimane cioè, con il biconcavo immerso ed il maggiore attrito, derivato dalla sua carena, la frena.
Insomma un’arma a doppio taglio che ha bisogno di un ottimo manico!!!!!
La concava ha le stesse esigenze della biconcava, ma pur rimanendo veloce, migliora in manovrabilità ed è ottima, vista la sua configurazione a sella, per effettuare lunghissimi “floaters”. Vi sono poi variazioni sul tema tipo i canali (channels) che consistono in una serie di piani piatti, di solito da due a otto, scavati in una configurazione concava, hanno anche questi bisogno di una buona velocità per poter lavorare e danno alla tavola, mostruose doti di tenuta (da sconsigliarsi nei nostri mari anche se fanno tanto “locals”).




IL TAIL O POPPAConoscere le caratteristiche dei vari tipi di poppa è fondamentale per capire quale sia la tavola più adatta al proprio modo di fare surf : |
SQUARE-TAILContiene la più grande superficie di tutte le poppe e grazie
ai suoi 2 spigoli permette un’uscita molto pulita del flussod’acqua consentendogli manovre molto precise ” a compasso”. Da’ alla tavola ottima stabilità e velocità, ottima a mio avviso per onde ripide e potenti di media grandezza. |
ROUND-TAILE’ dotata di un poco più di superficie rispetto alla round-pin-tail e
questa la pone al top della manovra su onde piccole. Si preferisce abbinarla a tavole veloci. |
ROUN-SQUARE-TAIL molto simile alla squash ma ancora più dolce in manovra,
anche questa molto usata nei nostri mari. |
SWALLOW-TAIL(coda di rondine /fish)Questo disegno è utilizzato per
ridurre la superficie delle poppe molto larghe,che proprio a causa della loro larghezza darebbero a forte velocità problemi di controllo. Usata di solito su tavole fish. |
PIN-TAILLa poppa del famoso gun di Matt Jhonson, usato per cavalcare
le “megaonde”. La sua superficie ridotta dà alla tavola doti di grande velocità pur mantenendo una stabilità eccezionale, doti indispensabili quando bisogna scappare da onde di 7/8 metri. |


SQUARE-TAILContiene la più grande superficie di tutte le poppe e grazie
ROUND-TAILE’ dotata di un poco più di superficie rispetto alla round-pin-tail e
ROUN-SQUARE-TAIL molto simile alla squash ma ancora più dolce in manovra,
SWALLOW-TAIL(coda di rondine /fish)Questo disegno è utilizzato per
PIN-TAILLa poppa del famoso gun di Matt Jhonson, usato per cavalcare

